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Lunedì 30 aprile 2018 h. 20.45 – Teatro Comunale di Monfalcone International Jazz Day

 

Ramin Bahrami & Danilo Rea –  Pianoforti
Bach is in the air 

Alle 20.00 nel foyer , nell’ambito di “Dietro le Quinte”, incontri organizzati dal Comune e dall’Associazione  “Per il Teatro di Monfalcone”, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, breve presentazione a cura di Federico Pupo, direttore artistico della stagione musicale e Mauro Masiero, musicologo e presidente dell’Associazione Bacharo Tour, il cui progetto di divulgazione prevede l’esecuzione dal vivo della musica di Bach nei “bacari” veneziani.

Due pianoforti e due straordinari pianisti, per un viaggio musicale sulle grandi ali dell’ineguagliabile musica di J. S. Bach. Un concerto dedicato alla produzione per tastiera meno conosciuta del Maestro di Eisenach, nel quale l’eccellenza tecnica e interpretativa di Ramin Bahrami, riconosciuto come uno dei più sensibili interpreti bachiani contemporanei, si sposa con l’estro di Danilo Rea che, grazie alla sua grande versatilità e apertura musicale, si conferma uno dei più importanti pianisti jazz italiani.
Un’audace incursione in terre di confine tra jazz e musica classica, tra lettura fedele e improvvisazione, con il singolare intrecciarsi di due interpretazioni che procedono con la necessaria libertà, ma senza snaturare lo spirito della musica di Bach.
I 30 aprile si celebra la Giornata Internazionale del Jazz, l’International Jazz Day, istituita dall’Unesco nel novembre del 2011 e celebrata per la prima volta nel 2012.

Foto di Francesco Giusti

 

 

 

– Dietro le Quinte – Max De Aloe Quartet

16/4/2018 – Dietro le Quinte – Max De Aloe Quartet – Coinvolgente incontro con il pubblico del foyer del Comunale di Monfalcone, di Max De Aloe, armonica cromatica , fisarmonica e leader dell’omonimo quartetto, composto dagli altrettanto validi Roberto Olzer, piano, Marco Mistrangelo, contrabasso, Nicola Stranieri, batteria. Dialogando con Federico Pupo, direttore artistico della stagione musicale, De Aloe ha spaziato dalla storia del suo strumento ( l’armonica diatonica, prodotta in Germania verso metà ‘800, diviene armonica cromatica a inizio novecento…..) che in Italia non viene insegnato in alcun conservatorio, neanche nel corso di jazz , a , su richiesta di uno spettatore, quella della sua vicenda personale. Dopo un approccio giovanile poco convinto allo studio del pianoforte e della musica classica, non tanto colpito neanche dal jazz, viene folgorato dall’ascolto dell’armonica e “ trova la propria strada”; ora suona , con varie formazioni, in tutto il mondo, mescolando generi e stili di musica e si dedica molto alla didattica. Pertinenti i suggerimenti di Federico Pupo a proposito del far musica non da professionista e dell’improvvisazione : De Aloe li ha subito colti, raccontandoci degli allievi “dilettanti” della sua scuola ed avvicinando la musica Jazz alla musica barocca, nelle quali, diversamente da quanto accade nel classicismo romantico, l’improvvisazione non solo è ed era d’obbligo, ma aveva ed ha delle regole precise. Nel gradevolissimo concerto che è seguito, molto apprezzato dal pubblico,  abbiamo ascoltato note e notissime colonne sonore di film rivisitate in chiave jazzistica, oltre al bel pezzo di De Aloe “ Il bosco chiamato respiro”; tre bis, due dei quali con De Aloe alla fisarmonica.

Road Movie al Comunale di Monfalcone

Un concerto nel segno della grande musica per film e del jazz, quello in cartellone lunedì 16 aprile 2018 alle 20.45.
Alle 20.00, al Bar del Teatro, nell’ambito di “Dietro le Quinte”, incontri organizzati dal Comune e dall’Associazione Per il Teatro di Monfalcone, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, avrà luogo una breve presentazione del concerto a cura degli artisti.
Protagonista del suggestivo Road Movie – Le colonne sonore dei grandi film rivisitate in chiave jazz è il Max De Aloe Quartet (Max De Aloe armonica cromatica e fisarmonica / Roberto Olzer pianoforte / Marco Mistrangelo contrabbasso / Nicola Stranieri batteria).
In programma i grandi temi di Nino Rota, Ennio Morricone, Henry Mancini, Joe Hisaishi, Helmer Bernstein, Astor Piazzolla scritti per importanti pellicole e rivisitati in chiave jazzistica.
Artista istrionico e visionario, Max De Aloe è fra gli armonicisti più attivi in Europa; ha conquistato il “Jazz It Awards” indetto dalla rivista Jazzit come Migliore musicista italiano nel 2014 e nel 2015.

Dietro le Quinte – Io ci sarò –

Dietro le Quinte – 10-11/4/2018 – “ Io ci sarò”. Roberta Sodomaco ha presentato lo spettacolo, che conclude la stagione di prosa del Comunale di Monfalcone, definendo il suo autore ed interprete, Giuseppe Giacobazzi ( Andrea Sasdelli), comico reso noto al grande pubblico televisivo dalla sua partecipazione alla fortunata trasmissione  “Zelig”, un “ narratore di storie”; in questo caso la propria storia, a favore degli ancora non esistenti, futuri ipotetici nipoti. E sono le storie, ci ha detto Roberta, il raccontarle e l’ascoltarle, che, da sempre, ci motivano a leggere, andare al cinema ed a teatro. Giusto avvertimento al pubblico : lo spettacolo fa molto ridere, con una comicità scoppiettante ed anche greve, ma mai gratuitamente volgare, cui si intercalano momenti di riflessione sui fatti fondanti della vita. L’ottica è quella  di un mondo al maschile che si rivolge all’universo femminile, con modalità “genuinamente romagnole”. In effetti lo spettacolo, che ha registrato il tutto esaurito,  così è stato ….anche se avrebbe giovato ridurne un poco la  durata. Grazie di cuore a Roberta ed arrivederci alla prossima stagione.

Giuseppe Giacobazzi in Io ci sarò

La stagione di prosa del Comunale di Monfalcone si chiude

martedì 10 e mercoledì 11 aprile 2018 h. 20.45  con

Giuseppe Giacobazzi in  Io cisarò

di e con Andrea Sasdelli
collaborazione ai testi di Carlo Negri
Ridens

Alle 20 nel foyer, nell’ambito di Dietro le Quinte, incontri organizzati dal Comune e dall’associazione Per il Teatro di Monfalcone, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Roberta Sodomaco presenta lo spettacolo al pubblico.

Dopo le 65 repliche sold out della stagione 2016-2017, Andrea Sasdelli, in arte Giuseppe Giacobazzi, torna nei teatri italiani con lo spettacolo Io ci sarò. E così descrive il percorso che l’ha portato nuovamente sulle scene: “il nostro è un lavoro fatto anche di viaggi e durante i viaggi ti trovi inevitabilmente a pensare. Quando pensi, pensi a te e a quello che stai vivendo, a quello che hai vissuto e a quello che eventualmente potrà essere il tuo futuro

Dietro le Quinte – Da Bach …..a Sollima

9/4/2018 – Dietro le Quinte – Affollato, piacevolissimo incontro ( allietato anche dai molti, giovanissimi allievi della scuola di musica di Farra, spesso presenti nel foyer) prima del concerto “Da Bach….a Sollima”. All’inizio c’era Federico Guglielmi, violino principale de I Solisti Filarmonici Italiani, con Federico Pupo, direttore artistico della stagione musicale, poi anche Giovanni Sollima, comparso, da vera star, a sorpresa. Nel pur breve tempo dell’incontro, molte ed interessanti le cose che ci sono state dette, dai commenti al programma, a quelli sulla personalità del M° Sollima, estroso “ musicista ( e compositore) a tutto tondo…”, e sulla musica più in generale, che – come ama ripetere spesso Pupo – non va troppo distinta per periodi e generi e va ascoltata ed eseguita , ovunque e non solo nelle sale da concerto, lasciandosi liberamente trasportare dalle emozioni. Si può proprio dire che il bellissimo, interessante concerto che è seguito si situava perfettamente in tale contesto, alternando Bach, Vivaldi e Sollima e trascinando il pubblico ad entusiastici applausi ed ovazioni. Giovanni Sollima, superfluo dirlo, si è esibito da par suo, ma bravissimi i dodici componenti de I Solisti Filarmonici Italiani, che, pur veri, valenti solisti, si sono fusi in un perfetto insieme. Finale con due bis ( il rossiniano “ una voce poco fa” ed un canto popolare “ …pugliese, lucano o siciliano, ma secondo me siciliano”, ha concluso, da siciliano, Sollima). Una serata da ricordare.

Da Bach a…..Sollima

Torna al Comunale di Monfalcone, lunedì 9 aprile 2018 , alle 20.45, Giovanni Sollima, virtuoso del violoncello e originale compositore, che mette d’accordo estimatori di musica colta e appassionati di rock.
Insieme a lui i Solisti Filarmonici Italiani, orchestra da camera fra le più importanti, che dialoga con il pubblico delle nuove generazioni grazie a progetti che affiancano repertorio tradizionale e linguaggi contemporanei.

Alle 20.00, al Bar del Teatro, nel contesto di “ Dietro le Quinte” , incontri organizzati dal Comune e dall’Associazione “Per il Teatro di Monfalcone”, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia,  avrà luogo una breve presentazione del concerto a cura degli artisti.

Dall’incontro fra Sollima e i Solisti nasce un programma dinamico e accattivante, dal titolo Da Bach… a Sollima, che prevede capolavori del repertorio barocco (il Concerto Brandeburghese n. 3 di Bach, il Concerto per 2 violoncelli di Vivaldi…) e sorprendenti pagine dello stesso Sollima (fra cui la suggestiva Violoncelles, Vibrez!).

Dietro le Quinte – Questi fantasmi

Dietro le Quinte – 27- 28/3/2018 – Questi fantasmi

Luisa Vermiglio , nel contesto degli incontri di  “ Dietro le Quinte” , ha introdotto “ Questi fantasmi”, in scena al comunale di Monfalcone, iniziando da alcune riflessioni sulla città di Napoli, con le sue contraddizioni sempre molto attuali, per presentare Eduardo De Filippo come uno dei suoi più grandi interpreti, capace di coniugare comicità e tragedia con una maestria in perfetto equilibrio tra la leggerezza popolare e la riflessione universale. Figlio d’arte, anche se non riconosciuto dal grande attore e capocomico Eduardo Scarpetta, suo padre naturale, fin da bambino ha sempre saputo che il teatro sarebbe stata la sua strada e vi si è dedicato totalmente, anche assieme ai suoi fratelli Titina e Peppino, ma seguendo un suo rigoroso percorso molto personale. Il suo obiettivo era sì il teatro napoletano, ma voleva rifinire lo spessore dei suoi personaggi e uscire dal provincialismo. Grande importanza ebbe per lui, dunque, l’incontro con Luigi Pirandello che contribuì in maniera determinante alla completezza della sua drammaturgia. Eduardo diceva che “Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri nella vita recitano male” dimostrando così la grande vicinanza con il premio Nobel. Il riferimento a Pirandello, parodiato, è molto evidente nella messa in scena di “Questi fantasmi”diretta da Marco Tullio Giordana, regista milanese principalmente cinematografico, che ne ha dato un taglio pulito e sottile, nel rispetto della perfetta struttura comica del testo, rendendo nitida la grande attualità di quella comicità amara che raccontava, senza giudizio, uno spaccato dell’Italia, con le sue fragilità e meschinità. A portare in scena il testo, la Compagnia di Luca De Filippo che da più di due anni ha perduto il suo capocomico. Luca, figlio di Eduardo, ha ricevuto in eredità l’esperienza senza eguali del padre ed ha creato questa sua compagnia, che ora continua ad esistere grazie alla moglie di Luca, Carolina Rosi, figlia di Francesco Rosi. Carolina, in scena nel ruolo di Maria, ha accettato dunque di raccogliere il testimone ed è lei, ora, la capocomica ed anche la brava produttrice degli spettacoli della compagnia, con la sua Elledieffe. Storia artistica, impegno e fatiche ripagati dal calore del pubblico: gli applausi a fine spettacolo sembrava non volessero terminare mai.

 

Recital Cantango

Dietro le Quinte – Una graditissima “improvvisata” quella del Maestro Fabrizio Mocata che con grande generosità (lo abbiamo letteralmente RAPITO!!) , dialogando con Clara Giangaspero, ci ha intrattenuto su “Recitar CanTango”, in occasione del “Dietro le Quinte” nel foyer del Teatro per una piacevolissima mezz’ora prima della performance.
Lo spettacolo è andato in scena lo scorso venerdì 23 marzo per la Stagione di Musica del Comunale.
Competente, appassionato, ironico, Mocata ha svelato alcuni retroscena della genesi di Recitar CanTango e ha raccontato un po’ di storia del tango “quello vero” che nasce a Buenos Aires e Montevideo e che “per capirlo veramente bisogna essere lì, guardare i visi e le persone, frequentare i locali” …

Lo spettacolo è stato coinvolgente, con ottimi strumentisti e un apparato didascalico molto preciso. Protagonista il tenore Fabio Armiliato (coadiuvato dal prezioso coordinamento dello stesso Mocata, che ha curato gli arrangiamenti) che ha affrontato con coraggio la sfida di dimensionare la sua grande voce a un repertorio così intimista, nel nome della cantabilità melodica che unisce tango ed opera.
Pubblico contento e … bis!

Dietro le Quinte – La paranza dei bambini –

Dietro le Quinte – 22/3/2018 – La paranza dei bambini – Roberta Sodomaco  ha così presentato lo spettacolo al pubblico del Comunale di Monfalcone :   “Difficile scegliere la prospettiva dalla quale raccontare lo spettacolo La paranza dei bambini, tratto del recente bestseller di Roberto Saviano.

Inutile soffermarsi troppo sullo scrittore (i romanzi di successo, la vita sotto scorta, la popolarità da rockstar) o sul libro. Delle baby gang napoletane sappiamo già molto (illuminante in quest’ottica anche il documentario di Michele Santoro Robinù, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2016 e poi passato in RAI).  Se “paranza”, in gergo camorristico, significa “gruppo criminale”, l’origine marinaresca del termine (le imbarcazioni che pescano nei fondali bassi il pesce per la frittura) restituisce molto bene l’idea dei pesci piccoli (giovani!), che sono destinati a finire male.

Ma cos’è che fa di Saviano e degli spettacoli tratti dai suoi romanzi (come è accaduto, d’altronde, per il film e le serie tv tratte da Gomorra) qualcosa di speciale? Non è l’unico a occuparsi di criminalità organizzata, a vivere sotto scorta per questo. E non è l’unico a usare il teatro. Al Comunale abbiamo ospitato l’ex magistrato Ayala (con la sua orazione civile Chi ha paura muore ogni giorno), lo scrittore Giulio Cavalli (con il monologo L’innocenza di Giulio, su Andreotti).

La potenza della narrazione di Saviano sta nella scelta di campo, di genere. Il contesto è quello del giornalismo narrativo, in cui il punto di vista di chi scrive si sente, senza inficiare l’oggettività dei fatti, il rigore dell’indagine. E il linguaggio cui fa riferimento Saviano è quello di generi letterari quali l’avventura, il noir, il poliziesco. Di qui la fascinazione delle sue opere.

La declinazione teatrale delle sue storie la affida al Nuovo Teatro Sanità (diretto da Mario Gelardi, il regista dei suoi spettacoli), piccolo miracolo nel cuore del centro storico di Napoli, rione artisticamente magnifico ma deturpato dalla malavita. Qui, in una piccola chiesa sconsacrata del ‘700, nasce nel 2013 un teatro che è, prima di tutto, “teatro di comunità”, che interagisce con il territorio, senza l’aiuto di alcuna sovvenzione pubblica. Qui nasce la compagnia che ha messo in scena Gomorra e ora La paranza dei bambini. Nei laboratori, gratuiti, per bambini e ragazzi grazie ai quali la vis, la tracotanza, la violenza di chi vive in questo quartiere diventa, attraverso le regole del teatro (rispetto dello spazio, del corpo e della parola altrui), energia scenica.”

E poi ha chiuso  con queste parole, bellissime, di Saviano sul teatro:

“Il teatro è la possibilità di guardare le persone negli occhi, sentirne i respiri, condividere le emozioni. Il teatro è un luogo che oggi ha un sapore di dissidenza, perché ti prendi un’ora di tempo in cui non guardi il telefonino, il silenzio, lasci fuori i disastri e fai un’esperienza condivisa. Oggi quando tutto sembra possibile a distanza, il teatro è uno spazio di vicinanza”.