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Virtuosi e virtuosistici !

La stagione musicale del Comunale di Monfalcone prosegue, venerdì 5 aprile alle 20.45, con il concerto dei Virtuosi Italiani, prestigioso ensemble d’archi direttoto da Alberto Martini e affiancato dal giovane Teofil Milenkovic, fuoriclasse del violino, Premio Salieri 2018.

Alle 20.00, al Bar del Teatro, per Dietro le Quinte, incontri organizzati dal Comune e dall’Associazione Per il Teatro di Monfalcone, con il contributo della Fondazione Ca.Ri.Go., Federico Pupo, direttore artistico della stagione musicale, dialogherà con Alberto Martini.

Abituati da sempre a proporre repertori che spaziano dal barocco al jazz, i Virtuosi presentano un programma che copre 150 anni di storia della musica: due fra le pagine più significative del repertorio violinistico (di Chausson e Saint-Saëns) affidate al talento di Milenkovic, il bellissimo Concerto per archi di Nino Rota e, nella seconda parte del concerto, musiche dalle indimenticabili colonne sonore di compositori quali Rota, Piazzolla, Morris, Williams, Nyman.

Virtuosi e virtuosistici !

La stagione musicale del Comunale di Monfalcone prosegue, venerdì 5 aprile alle 20.45, con il concerto dei Virtuosi Italiani, prestigioso ensemble d’archi diretto da Alberto Martini e affiancato dal giovane Teofil Milenkovic, fuoriclasse del violino, Premio Salieri 2018.

Alle 20.00, al Bar del Teatro, per Dietro le Quinte, incontri organizzati dal Comune e dall’Associazione Per il Teatro di Monfalcone, con il contributo della Fondazione Ca.Ri.Go., Federico Pupo, direttore artistico della stagione musicale, dialogherà con Alberto Martini.

Abituati da sempre a proporre repertori che spaziano dal barocco al jazz, i Virtuosi presentano un programma che copre 150 anni di storia della musica: due fra le pagine più significative del repertorio violinistico (di Chausson e Saint-Saëns) affidate al talento di Milenkovic, il bellissimo Concerto per archi di Nino Rota e, nella seconda parte del concerto, musiche dalle indimenticabili colonne sonore di compositori quali Rota, Piazzolla, Morris, Williams, Nyman.

Gino Paoli e Danilo Rea – Due come noi che…..

Dietro le Quinte – 1 aprile 2019 –  Danilo Rea, durante la sua chiacchierata nel foyer del comunale di Monfalcone con Federico Pupo, partendo dai suoi esordi con il jazz ancora fresco di diploma di pianista classico, per poi passare all’apertura alla musica “ leggera” ed alla collaborazione con tutti o quasi i maggiori interpreti della canzone italiana d’autore, ha sostenuto che la musica pop di oggi è peggiorata e non più paragonabile a quella dei cantautori da lui amati fin da bambino, primo fra tutti Domenico Modugno. E, ammesso che ce ne fosse bisogno, ce ne siamo ben resi conto assistendo al concerto di questo straordinario duo. Danilo Rea, infatti, ha magnificamente accompagnato un grande Gino Paoli, intenso, dalla voce che  prevalentemente sussurra e recita, ma che a tratti anche si dispiega ( e fin qui credo ce lo aspettassimo), ma pure comunicativo ed ironico ( e forse questo non ce lo aspettavamo) , arrivando a rivolgersi al pubblico in bisiaco, quel  dialetto che ancora lo lega al luogo in cui non solo è nato, ma dove è più volte ritornato sulle tracce di un passato lontano, ma non dimenticato. Così come  inaspettato è stato il pezzo iniziale, quel “ Una furtiva lacrima “ , al quale sono seguiti , oltre alle canzoni del suo repertorio, quelle di colleghi cantautori italiani, amici ormai scomparsi (“…se ne vanno sempre i buoni” ) , ma anche omaggi alla canzone napoletana classica ( O sole mio e Passione) ed una divertita incursione nella canzone francese (  Que reste-t-il de nos amours ). Tre generosi bis, pubblico giustamente entusiasta.

 

Oblivion e La Bibbia….

Dietro le Quinte – 26 /3/2019 – Paolo Quazzolo ha presentato gli Oblivion e questa loro Bibbia riveduta e scorretta, partendo dal racconto della storia del gruppo, iniziata alla “The Bernstein School Of Musical Theatre” di Bologna, dove ci si prepara per  un genere, il musical, che non fa parte della tradizione teatrale italiana, ma che tuttavia oggi  ha il merito di sfornare bravi professionisti, apprezzati anche all’estero. La carriera degli Oblivion, passata dal web alla televisione, ma rimasta fedele al teatro, con quest’ultima messa in scena fa un ulteriore salto di qualità, passando da spettacoli  costruiti come collage di pezzi di storie e canzoni altrui ad una storia unica e compiuta ed a brani di nuova creazione (ben22), che evocano moltissimi generi  musicali , passati ed attuali.  Alla base di uno spettacolo sicuramente divertente, parodia della bibbia, c’è stato un serio lavoro di studio del testo sacro e se la parodia, come ci ha detto Quazzolo, capovolge le situazioni non solo allo scopo di divertire, ma anche di  far  vedere quali sono i meccanismi , letterari e tecnici dell’oggetto parodiato ed alla fine  farci riflettere sui suoi contenuti, bisogna dire che questo spettacolo centra l’obiettivo , riuscendo anche, pur nelle trovate più strabilianti, a rimanere rispettoso e non offensivo. Uno spettacolo, insomma,  delizioso, che ha meritatamente raccolto i moltissimi applausi del pubblico. Il 27 si replica.

La bibbia riveduta e scorretta

La stagione di prosa del Teatro Comunale di Monfalcone prosegue, martedì 26 e mercoledì 27 marzo alle 20.45, con il nuovo, divertentissimo spettacolo degli Oblivion, La Bibbia riveduta e scorretta.

Alle 20.00, al Bar del Teatro, per Dietro le Quinte, incontri organizzati dal Comune e dall’Associazione Per il Teatro di Monfalcone, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, avrà luogo una breve presentazione a cura di Paolo Quazzolo, docente di Storia del Teatro all’Università di Trieste.

Gutenberg sta per scegliere il primo titolo da stampare nella prima tipografia della storia, quando alla sua porta bussa niente meno che Dio, che gli chiede di pubblicare la sua autobiografia. Prendono così vita, in un continuo braccio di ferro fra autore ed editore, le vicende più incredibili dell’Antico e del Nuovo Testamento, le parti che sono state scartate, in una versione ora priva di censure. Per la prima volta gli Oblivion si mettono alla prova  con un vero e proprio musical comico, un nuovo irresistibile show, elegantemente dissacrante.

 

 

Il concerto di Gino Paoli e Danilo Rea in programma al Teatro Comunale di Monfalcone stasera, 22 marzo, è stato annullato e sarà recuperato lunedì 1 aprile 2019.
Per gli abbonati rimane valido il tagliando con la data del 22 marzo.
Chi ha acquistato il biglietto può utilizzarlo per il concerto dell’1 aprile.

Chi invece intende chiedere il rimborso del biglietto può farlo, presso la Cassa del Teatro o l’ERT di Udine, a partire dal 22 marzo (dalle 17 alle 20.45) ed entro e non oltre lunedì 1 aprile (dalle 17 alle 19, esclusa la domenica).
Chi ha acquistato il biglietto on line o attraverso il circuito Vivaticket, riceverà indicazioni sull’eventuale rimborso da Vivaticket.

 

 

Due come noi…..

Due come noi che… è il titolo del concerto per voce, pianoforte e improvvisazione che al Comunale di Monfalcone vede protagonisti, venerdì 22 marzo alle 20.45, Gino Paoli e Danilo Rea.

Alle 20.00, al Bar del Teatro, per Dietro le Quinte, incontri organizzati dal Comune e dall’associazione Per il Teatro di Monfalcone, con il contributo della Fondazione Ca.Ri.Go, Federico Pupo, direttore artistico della stagione musicale, dialogherà con Danilo Rea.

Il grande cantautore reinterpreta in chiave jazz i suoi successi, le canzoni che hanno scritto la storia della musica italiana, affiancato da Danilo Rea, fra i pianisti che più hanno segnato la scena jazz degli ultimi decenni.
Uno spettacolo unico, con una scaletta aperta che spazia fra le canzoni più amate di Paoli, alcune chicche dei cantautori genovesi e un omaggio alla musica napoletana.

 

 

Dietro le Quinte – Animali da bar –

Dietro le Quinte – 19 marzo 2019 – Animali da bar – L’introduzione di Roberta Sodomaco ha, meritatamente,  suscitato vivo interesse nel numeroso pubblico presente nel foyer per questo “ Animali da bar” , della compagnia Carrozzeria Orfeo, che ha ormai doppiato i 10 anni di attività, nascendo nel 2007 da un gruppo di allievi dell’accademia Nico Pepe di Udine. Il comunale di Monfalcone, avendone ospitato altri lavori, si è molto presto innamorato del loro teatro, caustico, cattivo, spietatamente ironico. E molti altri ancora sono stati gli aggettivi che Sodomaco ha usato per definire una compagnia ed una drammaturgia che  contrappongono  termini apparentemente antitetici, fin dalla scelta del nome, che è un piccolo manifesto della loro poetica, volendo  esprimere la concretezza del lavoro artigiano della Carrozzeria ed il lirismo del canto di Orfeo. Ma  la fisicità della  interpretazione, la durezza delle storie , dei contesti sociali , la grevità del linguaggio sono, più che contrapposti, intrecciati con la disperata umanità di personaggi nevrotici e soli, protagonisti  di quella che gli stessi autori definiscono una “ commedia umana della contemporaneità”. Uno spettacolo  segnato da un sarcasmo tragicomico, nel quale convivono disperazione e divertimento, estremamente comico e comicamente estremo. La definizione, però,  forse inaspettata, ma assolutamente pertinente che Sodomaco ha dato di questo ed altri lavori della compagnia è stato quella di “ teatro classico”, per come viene concepito e scritto, per le scelte registiche e le soluzioni scenografiche , lontano dalle suggestioni rarefatte , evanescenti di un certo teatro di ricerca, squisitamente e solidamente teatrale…sul quale si innesta certamente una voglia di raccontare il mondo parossistica ed estrema. Di tutto ciò ha avuto assoluta conferma il numeroso pubblico in sala, che ha caldamente e lungamente applaudito i bravissimi attori.

Animali da Bar

Torna al Teatro Comunale di Monfalcone , martedì 19 marzo alle 20.45, il teatro irriverente, cinico e straordinariamente divertente di Carrozzeria Orfeo, la giovane compagnia protagonista di Animali da bar, spettacolo vincitore del premio Hystrio Twister.

Alle 20.00, al Bar del Teatro, per “ Dietro le Quinte”, incontri organizzati dal Comune e dall’Associazione Per il Teatro di Monfalcone, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, avrà luogo una breve presentazione a cura di Roberta Sodomaco.

I bravissimi Beatrice Schiros, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino e Paolo Li Volsi danno voce e corpo agli strani personaggi che animano il bar di un quartiere di una grande città: animali notturni, perdenti, che provano a combattere aggrappati ai loro piccoli, squallidi sogni..

Dietro le Quinte – Il costruttore Solness –

Dietro le Quinte – 12 marzo 2019 – Il costruttore Solness – o, come Mario Brandolin ci ha detto citando Scipio Slataper , “ La caduta dell’ultimo sogno”. E’ così, infatti, che il critico e regista teatrale ha iniziato il suo incontro nel foyer del teatro comunale di Monfalcone , accennando alla tesi di laurea dello scrittore triestino , che ha definito essere tuttora lo studio più illuminato su Henrik Ibsen. Dopo essersene allontanato con rancore, nel 1890 il drammaturgo norvegese torna nel suo paese , acclamato e pacificato. Ma così proprio non dovette essere, se egli , dopo il ritorno e fino al 1898 diede alle stampe 4 drammi , tra cui, appunto “ Il costruttore Solness”, pervasi dal simbolismo, testimoni della insoddisfazione per l’incompletezza della propria vita, definita dallo stesso autore “ una lunga settimana di passione”. Quattro lavori che, diversamente dai suoi “ drammi borghesi”, sono stati e sono poco rappresentati, proprio perché molto difficili . Il lavoro messo in scena da Alessandro Serra, con un grande Umberto Orsini nel ruolo del protagonista, il quale ha costruito le proprie fortune sulle macerie delle vite delle persone a lui più vicine e che ora, da vecchio, ha un rancoroso timore dei giovani, ha molti rimandi ad episodi della vita reale del suo autore e può far intravvedere (come sostenuto dalla scrittrice Mary McCarthy) molti parallelismi tra lo sviluppo della poetica di Ibsen e l’attività del costruttore, che passa dalle chiese alle case per gli uomini , ma che fallisce proprio nella creazione del “castello in aria” rivendicato dalla sua “principessa”, interpretata da una brava Lucia Lavia.Grazie a Mario Brandolin per la sua preziosa introduzione ! Il 13 si replica.