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Dietro le Quinte – La paranza dei bambini –

Dietro le Quinte – 22/3/2018 – La paranza dei bambini – Roberta Sodomaco  ha così presentato lo spettacolo al pubblico del Comunale di Monfalcone :   “Difficile scegliere la prospettiva dalla quale raccontare lo spettacolo La paranza dei bambini, tratto del recente bestseller di Roberto Saviano.

Inutile soffermarsi troppo sullo scrittore (i romanzi di successo, la vita sotto scorta, la popolarità da rockstar) o sul libro. Delle baby gang napoletane sappiamo già molto (illuminante in quest’ottica anche il documentario di Michele Santoro Robinù, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2016 e poi passato in RAI).  Se “paranza”, in gergo camorristico, significa “gruppo criminale”, l’origine marinaresca del termine (le imbarcazioni che pescano nei fondali bassi il pesce per la frittura) restituisce molto bene l’idea dei pesci piccoli (giovani!), che sono destinati a finire male.

Ma cos’è che fa di Saviano e degli spettacoli tratti dai suoi romanzi (come è accaduto, d’altronde, per il film e le serie tv tratte da Gomorra) qualcosa di speciale? Non è l’unico a occuparsi di criminalità organizzata, a vivere sotto scorta per questo. E non è l’unico a usare il teatro. Al Comunale abbiamo ospitato l’ex magistrato Ayala (con la sua orazione civile Chi ha paura muore ogni giorno), lo scrittore Giulio Cavalli (con il monologo L’innocenza di Giulio, su Andreotti).

La potenza della narrazione di Saviano sta nella scelta di campo, di genere. Il contesto è quello del giornalismo narrativo, in cui il punto di vista di chi scrive si sente, senza inficiare l’oggettività dei fatti, il rigore dell’indagine. E il linguaggio cui fa riferimento Saviano è quello di generi letterari quali l’avventura, il noir, il poliziesco. Di qui la fascinazione delle sue opere.

La declinazione teatrale delle sue storie la affida al Nuovo Teatro Sanità (diretto da Mario Gelardi, il regista dei suoi spettacoli), piccolo miracolo nel cuore del centro storico di Napoli, rione artisticamente magnifico ma deturpato dalla malavita. Qui, in una piccola chiesa sconsacrata del ‘700, nasce nel 2013 un teatro che è, prima di tutto, “teatro di comunità”, che interagisce con il territorio, senza l’aiuto di alcuna sovvenzione pubblica. Qui nasce la compagnia che ha messo in scena Gomorra e ora La paranza dei bambini. Nei laboratori, gratuiti, per bambini e ragazzi grazie ai quali la vis, la tracotanza, la violenza di chi vive in questo quartiere diventa, attraverso le regole del teatro (rispetto dello spazio, del corpo e della parola altrui), energia scenica.”

E poi ha chiuso  con queste parole, bellissime, di Saviano sul teatro:

“Il teatro è la possibilità di guardare le persone negli occhi, sentirne i respiri, condividere le emozioni. Il teatro è un luogo che oggi ha un sapore di dissidenza, perché ti prendi un’ora di tempo in cui non guardi il telefonino, il silenzio, lasci fuori i disastri e fai un’esperienza condivisa. Oggi quando tutto sembra possibile a distanza, il teatro è uno spazio di vicinanza”.

Categoria:Galleria Fotografica