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Dietro le Quinte – Bach is in the air –

Mauro Masiero, dialogando con Federico Pupo, ci ha, tra l’altro,  intrattenuto ( tema ricorrente in questa stagione) sull’arte di improvvisare, che avvicina il mondo della canzone ed il jazz a quell’epoca barocca, che termina proprio con Bach . Improvvisazione che , ora come allora, non significa libero istinto e  richiede molto lavoro e solide basi tecniche. E di ciò ci siamo resi ben conto nel magnifico concerto di Ramin Bahrami e Danilo Rea, che hanno “ giocato” su e con Bach, improvvisando senza mai tradirlo. Nel presentarlo dal palcoscenico, infatti,  Bahrami ci ha detto che la particolarità delle loro esecuzioni ( tra le quali quella di una fuga attribuita ad un Bach diciannovenne) sta proprio in ciò : diversamente da quanto hanno fatto e fanno i jazzisti, che partono da un frammento di Bach per poi farne “ ciò che vogliono fare” , Rea contrappunta in maniera jazzistica, ma senza mai abbandonare la musica di Bach ….Molti applausi, tre bis, dopo i quali il pubblico, non sazio, ha continuato ad applaudire.

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