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Dietro le Quinte – Il costruttore Solness –

Dietro le Quinte – 12 marzo 2019 – Il costruttore Solness – o, come Mario Brandolin ci ha detto citando Scipio Slataper , “ La caduta dell’ultimo sogno”. E’ così, infatti, che il critico e regista teatrale ha iniziato il suo incontro nel foyer del teatro comunale di Monfalcone , accennando alla tesi di laurea dello scrittore triestino , che ha definito essere tuttora lo studio più illuminato su Henrik Ibsen. Dopo essersene allontanato con rancore, nel 1890 il drammaturgo norvegese torna nel suo paese , acclamato e pacificato. Ma così proprio non dovette essere, se egli , dopo il ritorno e fino al 1898 diede alle stampe 4 drammi , tra cui, appunto “ Il costruttore Solness”, pervasi dal simbolismo, testimoni della insoddisfazione per l’incompletezza della propria vita, definita dallo stesso autore “ una lunga settimana di passione”. Quattro lavori che, diversamente dai suoi “ drammi borghesi”, sono stati e sono poco rappresentati, proprio perché molto difficili . Il lavoro messo in scena da Alessandro Serra, con un grande Umberto Orsini nel ruolo del protagonista, il quale ha costruito le proprie fortune sulle macerie delle vite delle persone a lui più vicine e che ora, da vecchio, ha un rancoroso timore dei giovani, ha molti rimandi ad episodi della vita reale del suo autore e può far intravvedere (come sostenuto dalla scrittrice Mary McCarthy) molti parallelismi tra lo sviluppo della poetica di Ibsen e l’attività del costruttore, che passa dalle chiese alle case per gli uomini , ma che fallisce proprio nella creazione del “castello in aria” rivendicato dalla sua “principessa”, interpretata da una brava Lucia Lavia.Grazie a Mario Brandolin per la sua preziosa introduzione ! Il 13 si replica.

 

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