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Archivio per il periodo: aprile 2019

Dietro le Quinte – Sestetto Stradivari –

Dietro le Quinte – 15 aprile 2019 – Prima dell’esibizione del Sestetto Stradivari , Mauro Masiero, musicologo (che, oltre a presentare il concerto, ha redatto la scheda di sala), dialogando con Federico Pupo, direttore artistico della stagione musicale del teatro comunale di Monfalcone, è partito dalla Vienna di prima del disastro della grande guerra che, ormai già nel novecento, segna però di fatto la fine di quel mondo ottocentesco al quale, pur se molto diversi, entrambi i pezzi in programma, i Sestetti per archi n. 2 op. 36 di Johannes Brahms e Verklärte Nacht op.n.4 di Arnold Schönberg, ancora appartengono. Di queste somiglianze e differenze e di altro ancora, compatibilmente con la brevità del tempo a sua disposizione, Masiero ci ha diffusamente parlato (rinviamo, per tali aspetti, alla lettura della scheda di sala). Rispondendo alla domanda di Pupo sulle motivazioni dell’incomprensione, da parte dei suoi contemporanei , del lavoro di Schönberg, Masiero ha sostenuto di ravvisarle nelle novità del linguaggio musicale, pur se ancora lontano dal successivo totale abbandono delle regole della musica tonale , ma anche, convenendo con Pupo, nella non appartenenza dell’autore al mondo accademico. Non molto diversamente per Brahms, che a quel mondo accademico apparteneva e che, pur ampliandoli, dentro i confini dello stile classico rimase, ed il quale però, a proposito del sestetto, venne pure criticato per una sua certa “leggerezza” e modernità. Piacevole il riferimento conclusivo alla formazione , in questo caso il sestetto, per il quale la disposizione degli strumenti è importante, dato che gli archi risuonano anche tra di loro e comunicano in maniera fisica, con le risonanze (….ma a proseguire il discorso si sconfinerebbe nella Fisica e sarebbe dunque tutta un’altra storia). Molto bello ed apprezzato dal pubblico il concerto del sestetto Stradivari , che ci ha regalato come bis l’allegretto moderato del Souvenir de Florence di Tchaikovsky, per voler rimanere, ci è stato detto, nel tema dell’amore per una donna, anche, ma non in tutti e tre i casi, platonico.

Dietro le Quinte – PSS PSS

Dietro le Quinte – 13 aprile 2019 – Piccolo nell’organico, ma gran, anzi grandissimo,  finale di stagione al comunale di Monfalcone con il “ pss pss “ della compagnia Baccalà di Camilla Pessi e Simone Fassari, coraggiosi, bravissimi, poetici artisti, che si cimentano in quella ancor giovane forma di spettacolo, il nouveau cirque, che negli anni settanta del secolo scorso nasce, specie tra Francia, Belgio e Spagna, sulle ceneri del circo tradizionale. Roberta Sodomaco così ha iniziato la sua presentazione, per poi passare a raccontarci la storia dei due, catanese lui, svizzera lei, formatisi entrambi alla prestigiosa Accademia Teatro Dimitri ed insieme dal 2004. Come di consueto, Sodomaco ci ha indicato le sue parole chiave , con le quali definire e leggere lo spettacolo : semplicità, poesia, cinema, tenerezza, (cui vanno aggiunte quelle di precisione , raffinatezza, fisicità ed espressività corporea, uso drammaturgico della musica).  Spettacolo semplice, minimalista, ma non per questo meno potente; poetico, come un verso  di Ungaretti o un  haiku giapponese , mentre il paragone che ci è stato fatto per il famoso, grande Cirque du Soleil sono I Sepolcri di Foscolo…e non c’è dubbio, ci ha detto Sodomaco,  sulle proprie preferenze. In quanto al cinema, impossibile non leggervi i plot narrativi e le atmosfere del grande cinema muto, quello di Charlie Chaplin, Buster Keaton o, non più muto, ma che ne evoca lo stile, di Jacques Tati. Roberta Sodomaco ha concluso con una lunga serie di ringraziamenti , da ultimo rivolgendosi al pubblico, senza il quale il teatro, agorà, luogo di dialogo, apertura  ed incontro, non può esistere. Ed il pubblico più vasto, ne siamo certi, ma anche l’Associazione Per il Teatro di Monfalcone, non può non rivolgere un ringraziamento forte a Roberta, della quale conosce ed apprezza la professionalità e la passione.  Lo spettacolo cui abbiamo assistito ha pienamente realizzato e dimostrato le “ parole chiave”, scatenando grande entusiasmo nel pubblico, come d’altra parte già accaduto in 600 repliche nei cinque continenti.  Un ottimo finale di stagione !

 

Sestetto Stradivari dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

La grande musica per archi torna al Teatro Comunale di Monfalconelunedì 15 aprile alle 20.45, con il prestigioso Sestetto Stradivari dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. In programma due capolavori assoluti per sestetto d’archi, composti a distanza di poco più di quarant’anni a Vienna, culla di gran parte della musica da camera del Sette e Ottocento. Verklärte Nacht, composizione d’esordio ufficiale di Schönberg che già alla prima esecuzione, nel 1902, suscitò scandalo per le arditezze armoniche, che indicavano la necessità di esplorare nuovi mondi musicali. E il Sestetto per archi n. 2 op. 36 di Brahms, pagina di rara perfezione stilistica ed estrema raffinatezza polifonica.
Alle 20.00, al Bar del Teatro, per Dietro le Quinte, incontri organizzati dal Comune e dall’Associazione Per il Teatro di Monfalcone, con il contributo della Fondazione Ca.Ri.Go., il musicologo Mauro Masiero presenta il concerto al pubblico.

Pagine russe per l’Orchestra d’Archi

Venerdì 12 aprile alle 20.45 al Teatro Comunale di Monfalcone è di scena la grande musica russa. L’Orchestra d’Archi del Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste è infatti protagonista di un programma di grande potenza: le Variazioni su un tema popolare russo ad opera dei più celebri compositori della seconda metà dell’Ottocento, pagine di Rimskij-Korsakov e Kalinnikov (la struggente Serenata) e il famoso Quartetto sul nome di Belaieff.
Il biglietto d’ingresso costa 2,00 €.

 

La tenerezza dei clown…

Sabato 13 aprile, alle 20.45 ,Simone Fassari e Camilla Pessi, in arte Compagnia Baccalà, sono al teatro Comunale di Monfalcone con il  loro spettacolo di nouveau cirque Pss pss.

Alle 20.00, al Bar del Teatro, per Dietro le Quinte, incontri organizzati dal Comune e dall’Associazione Per il Teatro di Monfalcone, con il contributo della Fondazione Ca.Ri.Go., avrà luogo una breve presentazione a cura di Roberta Sodomaco.

Vincitore di 14 premi internazionali, unico, divertente, virtuoso e incantevole, Pss pss è andato in scena più di 700 volte, in oltre 50 paesi e in tutti e 5 i continenti, con enormi consensi.
Mimo, giocoleria, clownerie e acrobazia si intrecciano in una performance di rara bellezza e precisione, che rimanda al circo e al cinema muto, che evoca Charlie Chaplin e Jacques Tati.
Un’ora di felicità: da non perdere!

I Virtuosi italiani e Teofil Milenkovic

Dietro le Quinte – 5 aprile 2019 – Amabile conversazione, nel foyer del Comunale di Monfalcone, tra Alberto Martini, primo violino concertatore  de “I Virtuosi Italiani”  e Federico Pupo, il quale ha ancora una volta sottolineato la bellezza e validità di qualsiasi tipo di musica, purché bene eseguita, quale nota caratteristica di questa stagione musicale, da lui curata. Martini ci ha poi parlato della propria orchestra, che grazie alla perfetta reciproca conoscenza ed affiatamento dei suoi componenti suona senza direttore, dell’influenza che sulle esecuzioni, proprio per questo mai uguali, hanno i luoghi e le reazioni del pubblico, della sua conoscenza, fin da quand’era un bambinetto che a sette-otto anni già eseguiva i capricci di Paganini, del giovanissimo e talentuoso violinista Teofil Milenkovic. Rispetto al programma della serata, ha sottolineato il valore straordinario delle opere di Nino Rota, naturalmente non solo musiche da film,  ha ricordato  che il giorno prima ricorrevano i 156 anni della prima esecuzione dell’Introduzione e Rondò e capriccio  di Camille Saint-Saëns ; inoltre, che  sono stati i Virtuosi a cercare e trovare una versione del Poème di Ernest Chausson eseguibile senza direttore e che il pezzo in programma di Michael Nyman è stato scritto in versione suite per orchestra d’archi proprio per loro. Si può dire che abbiamo poi assistito non ad uno, ma a due concerti : la prima parte  di impronta classica, con l’esibizione , assieme all’orchestra, di Teofil Milenkovic , il quale, dall’alto della sua bravura e della sua giovinezza, si è scusato con il pubblico per non aver preparato due, ma “ solo” un bis….il capriccio n. 24 di Paganini; la seconda , nella quale l’esecuzione di notissime colonne sonore   (oltre a pezzi di Astor Piazzolla ) è stata accompagnata dalla proiezione di altrettanto celebri immagini dei relativi film , creando, in particolare per quelle in bianco e nero di Frankenstein Junior , un curioso effetto di accompagnamento dal vivo , di super lusso,  di cinema muto. La serata,       già generosissima , si è conclusa con due fuori programma, sempre musiche da film. Quasi scontati i ripetuti applausi del pubblico.

 

Virtuosi e virtuosistici !

La stagione musicale del Comunale di Monfalcone prosegue, venerdì 5 aprile alle 20.45, con il concerto dei Virtuosi Italiani, prestigioso ensemble d’archi direttoto da Alberto Martini e affiancato dal giovane Teofil Milenkovic, fuoriclasse del violino, Premio Salieri 2018.

Alle 20.00, al Bar del Teatro, per Dietro le Quinte, incontri organizzati dal Comune e dall’Associazione Per il Teatro di Monfalcone, con il contributo della Fondazione Ca.Ri.Go., Federico Pupo, direttore artistico della stagione musicale, dialogherà con Alberto Martini.

Abituati da sempre a proporre repertori che spaziano dal barocco al jazz, i Virtuosi presentano un programma che copre 150 anni di storia della musica: due fra le pagine più significative del repertorio violinistico (di Chausson e Saint-Saëns) affidate al talento di Milenkovic, il bellissimo Concerto per archi di Nino Rota e, nella seconda parte del concerto, musiche dalle indimenticabili colonne sonore di compositori quali Rota, Piazzolla, Morris, Williams, Nyman.

Virtuosi e virtuosistici !

La stagione musicale del Comunale di Monfalcone prosegue, venerdì 5 aprile alle 20.45, con il concerto dei Virtuosi Italiani, prestigioso ensemble d’archi diretto da Alberto Martini e affiancato dal giovane Teofil Milenkovic, fuoriclasse del violino, Premio Salieri 2018.

Alle 20.00, al Bar del Teatro, per Dietro le Quinte, incontri organizzati dal Comune e dall’Associazione Per il Teatro di Monfalcone, con il contributo della Fondazione Ca.Ri.Go., Federico Pupo, direttore artistico della stagione musicale, dialogherà con Alberto Martini.

Abituati da sempre a proporre repertori che spaziano dal barocco al jazz, i Virtuosi presentano un programma che copre 150 anni di storia della musica: due fra le pagine più significative del repertorio violinistico (di Chausson e Saint-Saëns) affidate al talento di Milenkovic, il bellissimo Concerto per archi di Nino Rota e, nella seconda parte del concerto, musiche dalle indimenticabili colonne sonore di compositori quali Rota, Piazzolla, Morris, Williams, Nyman.

Gino Paoli e Danilo Rea – Due come noi che…..

Dietro le Quinte – 1 aprile 2019 –  Danilo Rea, durante la sua chiacchierata nel foyer del comunale di Monfalcone con Federico Pupo, partendo dai suoi esordi con il jazz ancora fresco di diploma di pianista classico, per poi passare all’apertura alla musica “ leggera” ed alla collaborazione con tutti o quasi i maggiori interpreti della canzone italiana d’autore, ha sostenuto che la musica pop di oggi è peggiorata e non più paragonabile a quella dei cantautori da lui amati fin da bambino, primo fra tutti Domenico Modugno. E, ammesso che ce ne fosse bisogno, ce ne siamo ben resi conto assistendo al concerto di questo straordinario duo. Danilo Rea, infatti, ha magnificamente accompagnato un grande Gino Paoli, intenso, dalla voce che  prevalentemente sussurra e recita, ma che a tratti anche si dispiega ( e fin qui credo ce lo aspettassimo), ma pure comunicativo ed ironico ( e forse questo non ce lo aspettavamo) , arrivando a rivolgersi al pubblico in bisiaco, quel  dialetto che ancora lo lega al luogo in cui non solo è nato, ma dove è più volte ritornato sulle tracce di un passato lontano, ma non dimenticato. Così come  inaspettato è stato il pezzo iniziale, quel “ Una furtiva lacrima “ , al quale sono seguiti , oltre alle canzoni del suo repertorio, quelle di colleghi cantautori italiani, amici ormai scomparsi (“…se ne vanno sempre i buoni” ) , ma anche omaggi alla canzone napoletana classica ( O sole mio e Passione) ed una divertita incursione nella canzone francese (  Que reste-t-il de nos amours ). Tre generosi bis, pubblico giustamente entusiasta.