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Gino Paoli e Danilo Rea – Due come noi che…..

Dietro le Quinte – 1 aprile 2019 –  Danilo Rea, durante la sua chiacchierata nel foyer del comunale di Monfalcone con Federico Pupo, partendo dai suoi esordi con il jazz ancora fresco di diploma di pianista classico, per poi passare all’apertura alla musica “ leggera” ed alla collaborazione con tutti o quasi i maggiori interpreti della canzone italiana d’autore, ha sostenuto che la musica pop di oggi è peggiorata e non più paragonabile a quella dei cantautori da lui amati fin da bambino, primo fra tutti Domenico Modugno. E, ammesso che ce ne fosse bisogno, ce ne siamo ben resi conto assistendo al concerto di questo straordinario duo. Danilo Rea, infatti, ha magnificamente accompagnato un grande Gino Paoli, intenso, dalla voce che  prevalentemente sussurra e recita, ma che a tratti anche si dispiega ( e fin qui credo ce lo aspettassimo), ma pure comunicativo ed ironico ( e forse questo non ce lo aspettavamo) , arrivando a rivolgersi al pubblico in bisiaco, quel  dialetto che ancora lo lega al luogo in cui non solo è nato, ma dove è più volte ritornato sulle tracce di un passato lontano, ma non dimenticato. Così come  inaspettato è stato il pezzo iniziale, quel “ Una furtiva lacrima “ , al quale sono seguiti , oltre alle canzoni del suo repertorio, quelle di colleghi cantautori italiani, amici ormai scomparsi (“…se ne vanno sempre i buoni” ) , ma anche omaggi alla canzone napoletana classica ( O sole mio e Passione) ed una divertita incursione nella canzone francese (  Que reste-t-il de nos amours ). Tre generosi bis, pubblico giustamente entusiasta.

 

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