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I Virtuosi italiani e Teofil Milenkovic

Dietro le Quinte – 5 aprile 2019 – Amabile conversazione, nel foyer del Comunale di Monfalcone, tra Alberto Martini, primo violino concertatore  de “I Virtuosi Italiani”  e Federico Pupo, il quale ha ancora una volta sottolineato la bellezza e validità di qualsiasi tipo di musica, purché bene eseguita, quale nota caratteristica di questa stagione musicale, da lui curata. Martini ci ha poi parlato della propria orchestra, che grazie alla perfetta reciproca conoscenza ed affiatamento dei suoi componenti suona senza direttore, dell’influenza che sulle esecuzioni, proprio per questo mai uguali, hanno i luoghi e le reazioni del pubblico, della sua conoscenza, fin da quand’era un bambinetto che a sette-otto anni già eseguiva i capricci di Paganini, del giovanissimo e talentuoso violinista Teofil Milenkovic. Rispetto al programma della serata, ha sottolineato il valore straordinario delle opere di Nino Rota, naturalmente non solo musiche da film,  ha ricordato  che il giorno prima ricorrevano i 156 anni della prima esecuzione dell’Introduzione e Rondò e capriccio  di Camille Saint-Saëns ; inoltre, che  sono stati i Virtuosi a cercare e trovare una versione del Poème di Ernest Chausson eseguibile senza direttore e che il pezzo in programma di Michael Nyman è stato scritto in versione suite per orchestra d’archi proprio per loro. Si può dire che abbiamo poi assistito non ad uno, ma a due concerti : la prima parte  di impronta classica, con l’esibizione , assieme all’orchestra, di Teofil Milenkovic , il quale, dall’alto della sua bravura e della sua giovinezza, si è scusato con il pubblico per non aver preparato due, ma “ solo” un bis….il capriccio n. 24 di Paganini; la seconda , nella quale l’esecuzione di notissime colonne sonore   (oltre a pezzi di Astor Piazzolla ) è stata accompagnata dalla proiezione di altrettanto celebri immagini dei relativi film , creando, in particolare per quelle in bianco e nero di Frankenstein Junior , un curioso effetto di accompagnamento dal vivo , di super lusso,  di cinema muto. La serata,       già generosissima , si è conclusa con due fuori programma, sempre musiche da film. Quasi scontati i ripetuti applausi del pubblico.

 

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