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Archivio per la categoria: Galleria Fotografica

Dietro le Quinte – Elena Nefedova e Federico Gon

Dietro le Quinte – 16/11/2018 – Elena Nefedova e Federico Gon – Nel foyer del Comunale di Monfalcone, prima del concerto, Federico Pupo, direttore artistico per la musica, ha intrattenuto un amabile, interessante dialogo con la pianista ed il compositore, indirizzandolo  in particolare su questi due ruoli , sui rapporti che intercorrono tra di loro e tra loro e la musica più in generale.  In sala abbiamo apprezzato una interprete elegante e rigorosa , che ci ha offerto un programma variegato, nel quale il suggestivo lavoro di Federico Gon si è inserito egregiamente. Bravi  entrambi. Grazie a tutti e tre.

 

Dietro le Quinte : Margherita ed “Il Maestro e Margherita“ nel foyer

Margherita De Michiel , prima di condurci sapientemente in un’affascinante (ed affascinato) viaggio nella Mosca di Michail Bulgakov, ha precisato che, a proposito di quello che lei stessa ha definito “il libro” ( quello che si porterebbe sull’isola deserta) , più che „saperi“ ci avrebbe trasmesso „ sapori“. E la passione con cui lo ha fatto ne è stata sicura testimonianza. Noi, alla fine, ci siamo sentiti arricchiti in entrambi gli aspetti (cioè sia saperi che sapori). Grazie ! A proposito dello spettacolo, ci è parsa sicuramente riuscita la coraggiosa impresa di mettere in scena un romanzo complesso fino all’impossibile. Pubblico catturato da quanto di incredibile accadeva sulla scena e sempre attento, nonostante le quasi tre ore di durata della rappresentazione. Molti gli applausi. Il 14 si replica.

Dietro le Quinte – Cristiano Dall’Oste e Federico Pupo, prima del concerto ” Te Deum”

Dietro le Quinte – 27 ottobre 2018 – Nel foyer del Comunale di Monfalcone, prima del concerto della orchestra San Marco e del Coro del Friuli Venezia Giulia diretti da Cristiano Dall’Oste, quest’ultimo e Federico Pupo hanno incontrato il pubblico ( tra il quale molte le persone che cantano o hanno cantato in un coro). Nella piacevole presentazione, entrambi hanno, tra l’altro, molto lodato “ il coro” e, quindi, le voci , che sono tutte diverse ( 7 miliardi di corde vocali una differente dall’altra..), con una duttilità che non esiste in alcuno degli strumenti e perciò infinite possibilità di combinazioni, di colori, di suoni, di sfumature. Dall’Oste, illustrando brevemente il programma, ha offerto qualche nota biografica su Zelenka e qualche commento sul Miserere (opera giovanile, la fuga è un po’ scolastica, ma l’incipit “miserere” è un vero grido…); un grande apprezzamento invece del Te Deum e una specie di dichiarazione d’amore (a due voci, insieme a Pupo) per Bach. Il concerto è stato proprio come i due ce l’avevano anticipato, con un crescendo di presenze tra i cantanti e i musicisti, fino al Te Deum finale, vario e bello.
Oltre che del bravo coro, il merito è stato anche degli strumentisti, l’orchestra di Diego Cal, presente con la sua tromba e i suoi trombettisti; validissimi gli oboi barocchi e (speciale) il numero con le due ragazze al traversiere.  Molto efficace la direzione di Dall’Oste; sul “grido” del miserere ha usato un gesto con la destra altissima verso i contralti, non usuale.

Dietro le Quinte – Paolo Quazzolo introduce Lopez e Solenghi Show

Dietro le Quinte – 24 ottobre 2018 – Lopez e Solenghi Show – Anche la stagione di prosa al Comunale di Monfalcone è ricominciata, con grande afflusso di pubblico e gran divertimento, come la notorietà e bravura dei protagonisti faceva presagire. Anche nel foyer molti ad ascoltare l’introduzione di Paolo Quazzolo , che ci ha raccontato la storia del trio , Lopez, Marchesini, Solenghi, fin dagli inizi di ciascuno, anche importanti, in teatro, per approdare poi alla radio ed infine alla TV. Una comicità, la loro, ha detto Quazzolo, surreale e sorprendente, garbata ed elegante, mai volgare. Ci sono, ha detto il relatore, due tipi di comicità, quella greve, come nella maggior parte dei lavori di Plauto e quella raffinata, che deriva dalla situazione scenica, come in Goldoni. Pur se attraverso scenette molto brevi, ha poi concluso, quella del trio ( nella serata duo) è più vicina al secondo tipo. Grazie anche a Roberta Sodomaco, che ha pubblicamente lodato ed incoraggiato l’associazione Per il Teatro di Monfalcone, il cui operato – ha detto – è indispensabile per l’organizzazione e la continuità degli incontri di Dietro le Quinte ( possibili grazie anche al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia). Stasera, 25,  si replica.

Dietro le Quinte – è iniziata una nuova stagione

12 ottobre 2018 – prima del concerto della Mitteleuropa Orchestra, direttore Uroš Lajovic, Giuseppe Albanese al pianoforte, che ha inaugurato la stagione al comunale di Monfalcone, nell’ambito di Dietro le Quinte, incontri nel foyer (organizzati dal Comune e dall’Associazione Per il Teatro di Monfalcone, con il sostegno della Fondazione Ca.Ri.Go.), Federico Pupo, direttore artistico, ha introdotto allo spettacolo e Luca Fasan, assessore alla cultura, ha descritto le iniziative culturali del Comune. In sala pubblico numeroso, applausi convinti , 2 bis del pianista ( il Clair de Lune di Debussy ed il fantasmagorico ultimo movimento dal Moto Perpetuo di C.M. von Weber). Un inizio alla grande, che fa ben sperare.

Dietro le Quinte – gli “Alti & Bassi” dialogano con Federico Pupo

Dietro le Quinte – 20/5/2018 – gli “Alti & Bassi” dialogano con Federico Pupo nell’ ultimo incontro nel foyer della stagione del teatro comunale di Monfalcone, una stagione un po’ diversa dalle precedenti, che si è anche chiusa all’insegna della maggiore leggerezza portata dalla nuova direzione artistica di Federico Pupo. I bravi , simpatici e disponibili componenti del quintetto ci hanno spiegato che , nel canto a cappella, la maggiore difficoltà sta proprio nello stare assieme, nel mantenere l’affiatamento e l’intonazione, frutto di studio e disciplina e solo in piccolissima, insignificante  parte di improvvisazione. Il variegato programma del concerto ( dal significativo titolo “ Da Bach a Jannacci…tutto è jazz”) , che mescola molti generi musicali, hanno aggiunto, non vuol essere un viaggio nel tempo, ma dimostrare che la musica non ha confini. In risposta ad un’osservazione di uno spettatore, nel foyer è stato eseguito un brevissimo fuori programma , l’incipit della celeberrima Barbara Ann dei The Beach Boys. In sala, i bravi artisti milanesi hanno coinvolto il pubblico in quello che è stato sì un concerto , ma anche uno spettacolo di intrattenimento in stile cabaret. Applausi, bis…..Arrivederci alla prossima stagione !

 

Dietro le Quinte – Bach is in the air –

Mauro Masiero, dialogando con Federico Pupo, ci ha, tra l’altro,  intrattenuto ( tema ricorrente in questa stagione) sull’arte di improvvisare, che avvicina il mondo della canzone ed il jazz a quell’epoca barocca, che termina proprio con Bach . Improvvisazione che , ora come allora, non significa libero istinto e  richiede molto lavoro e solide basi tecniche. E di ciò ci siamo resi ben conto nel magnifico concerto di Ramin Bahrami e Danilo Rea, che hanno “ giocato” su e con Bach, improvvisando senza mai tradirlo. Nel presentarlo dal palcoscenico, infatti,  Bahrami ci ha detto che la particolarità delle loro esecuzioni ( tra le quali quella di una fuga attribuita ad un Bach diciannovenne) sta proprio in ciò : diversamente da quanto hanno fatto e fanno i jazzisti, che partono da un frammento di Bach per poi farne “ ciò che vogliono fare” , Rea contrappunta in maniera jazzistica, ma senza mai abbandonare la musica di Bach ….Molti applausi, tre bis, dopo i quali il pubblico, non sazio, ha continuato ad applaudire.

– Dietro le Quinte – Max De Aloe Quartet

16/4/2018 – Dietro le Quinte – Max De Aloe Quartet – Coinvolgente incontro con il pubblico del foyer del Comunale di Monfalcone, di Max De Aloe, armonica cromatica , fisarmonica e leader dell’omonimo quartetto, composto dagli altrettanto validi Roberto Olzer, piano, Marco Mistrangelo, contrabasso, Nicola Stranieri, batteria. Dialogando con Federico Pupo, direttore artistico della stagione musicale, De Aloe ha spaziato dalla storia del suo strumento ( l’armonica diatonica, prodotta in Germania verso metà ‘800, diviene armonica cromatica a inizio novecento…..) che in Italia non viene insegnato in alcun conservatorio, neanche nel corso di jazz , a , su richiesta di uno spettatore, quella della sua vicenda personale. Dopo un approccio giovanile poco convinto allo studio del pianoforte e della musica classica, non tanto colpito neanche dal jazz, viene folgorato dall’ascolto dell’armonica e “ trova la propria strada”; ora suona , con varie formazioni, in tutto il mondo, mescolando generi e stili di musica e si dedica molto alla didattica. Pertinenti i suggerimenti di Federico Pupo a proposito del far musica non da professionista e dell’improvvisazione : De Aloe li ha subito colti, raccontandoci degli allievi “dilettanti” della sua scuola ed avvicinando la musica Jazz alla musica barocca, nelle quali, diversamente da quanto accade nel classicismo romantico, l’improvvisazione non solo è ed era d’obbligo, ma aveva ed ha delle regole precise. Nel gradevolissimo concerto che è seguito, molto apprezzato dal pubblico,  abbiamo ascoltato note e notissime colonne sonore di film rivisitate in chiave jazzistica, oltre al bel pezzo di De Aloe “ Il bosco chiamato respiro”; tre bis, due dei quali con De Aloe alla fisarmonica.

Dietro le Quinte – Io ci sarò –

Dietro le Quinte – 10-11/4/2018 – “ Io ci sarò”. Roberta Sodomaco ha presentato lo spettacolo, che conclude la stagione di prosa del Comunale di Monfalcone, definendo il suo autore ed interprete, Giuseppe Giacobazzi ( Andrea Sasdelli), comico reso noto al grande pubblico televisivo dalla sua partecipazione alla fortunata trasmissione  “Zelig”, un “ narratore di storie”; in questo caso la propria storia, a favore degli ancora non esistenti, futuri ipotetici nipoti. E sono le storie, ci ha detto Roberta, il raccontarle e l’ascoltarle, che, da sempre, ci motivano a leggere, andare al cinema ed a teatro. Giusto avvertimento al pubblico : lo spettacolo fa molto ridere, con una comicità scoppiettante ed anche greve, ma mai gratuitamente volgare, cui si intercalano momenti di riflessione sui fatti fondanti della vita. L’ottica è quella  di un mondo al maschile che si rivolge all’universo femminile, con modalità “genuinamente romagnole”. In effetti lo spettacolo, che ha registrato il tutto esaurito,  così è stato ….anche se avrebbe giovato ridurne un poco la  durata. Grazie di cuore a Roberta ed arrivederci alla prossima stagione.